DISTORSIONI DELLE DITA
E
DEL POLLICE
di Raffaele Morandini
Fisioterapista, Pro-IFBB, Docente ai corsi per Personal Trainer e Istruttori IFBB, Istruttore FITRI, FIDAL, FIF.: info@raffaelemorandini.it
Per quanto le distorsioni delle dita e del pollice possano apparentemente sembrare infortuni rari, la loro casistica negli sports è molto elevata. Chiaramente è più frequente negli sports che prevedono anomali contatti con il pallone, ad esempio : la pallavolo, la pallacanestro, la pallanuoto, il rugby, etc. Ma è importante che i gestori e/o gli operatori dei centri fitness conoscano questi tipi di traumi, perché non sono rari i casi verificatesi in palestra. In soggetti predisposti possono verificarsi distorsioni anche in seguito a traumi banali, quali : un impatto brusco al suolo negli esercizi a corpo libero, colpi forti nello squash, nei colpi del pallone di alcuni esercizi eseguiti con la palla nei corsi di acqua gym o persino con prese poco salde dei manubri. Dal punto di vista pratico le distorsioni delle dita debbono essere considerate a tutti gli effetti lussazioni transitorie che si riducono spontaneamente dopo il trauma e che perciò debbono essere trattate come lussazioni,per evitare,lesioni invalidanti la funzionalità del dito. Il distretto articolare lesionato deve essere mantenuto immobilizzato per almeno 3-4 settimane. La distorsione dell’articolazione interfalangea distale è tipica degli sports che prevedono (come già detto) anomali contatti con il pallone, con o senza contrasto. La distorsione dell’articolazione interfalangea prossimale, spesso con lesioni capsulo-legamentose contemporanee a rottura dell’apparato estensore, è facilmente realizzabile negli sport della pallavolo, pallacanestro e pallanuoto. Quando le dita sono distese, l’interfalangea prossimale è stabilizzata unicamente dalla tensione dell’apparato estensore per cui, è stabilizzata unicamente dalla tensione dell’apparato estensore .Pertanto, al momento dell’urto con il pallone, si realizza una particolare vulnerabilità delle strutture legamentose con alta incidenza di distorsioni. A distanza di tempo le suddette lesioni acute si tramuteranno in lesioni croniche più o meno invalidanti (dita da pallavolo). I traumatismi articolari delle dita negli sport sopracitati interessano prevalentemente il 5° dito, perché più esposto in quanto esterno, ed il 3° dito perché più lungo delle altre dita. Nel rugby il 3° dito è quello più frequentemente colpito da traumi distorsivi e da lussazioni dell’articolazione interfalangea per un meccanismo di iperestensione del dito durante la presa alta del pallone, oppure, per recuperarlo da terra durante le mischia. La stessa cosa vale per alcuni esercizi eseguiti con l’ausilio del pallone nei corsi di acqua gym, oppure, nella pallanuoto, dove nelle prese alte del pallone si verifica una iperestensione del dito. In generale il meccanismo responsabile delle distorsioni delle dita è la risultante di forze patomeccaniche che nella dinamica della lesione agiscono sia direttamente o indirettamente tramite la messa in tensione violenta delle strutture capsulo legamentose della giuntura; di più frequente riscontro sono le distorsioni per trauma indiretto da iperestensione del dito (lesione capsulare anteriore ) oppure, per una deviazione patologica laterale ( lesioni dei legamenti collaterali ). ( Inserire qui la figura) Nessuna distorsione delle dita può e deve essere trascurata o sottovalutata pena una potenziale instabilità cronica postraumatica che comporta inevitabilmente una artopatia cronica, caratterizzata da gonfiore locale e limitazione funzionale progressiva. L’attuale trattamento della lesioni capsulolegamentose digitali prevede quando è possibile l’impiego di cerottature (bendaggio adesivo) per tutto il periodo di tempo necessario alla guarigione della lesione ed alla ripresa dell’attività agonistica. La distorsione dell’articolazione metacarpo-falangea del pollice con lesione del legamento collaterale ulnare viene spesso considerata di poca importanza e trattata inadeguatamente, per cui giunge all’osservazione dello specialista ortopedico in una fase di conclamata instabilità cronica post-traumatica con problematiche chirurgiche di difficile risoluzione. Personalmente mi sono sempre battuto perchè gli istruttori o i gestori dei centri fitness non sottovalutino questi tipi di traumi e facciano pressioni sul soggetto infortunato, anche in modo apparentemente banale, affinchè egli vada subito in visione da uno specialista ortopedico. Il trattamento della distorsione del pollice a seguito di un traumatismo in abduzione varia a seconda della gravità della lesione: - una distorsione benigna necessita di una semplice cerottatura “a spiga” che impedisce l’abduzione del pollice per almeno 2-3 settimane; - una distorsione con rottura legamentosa, accertata con Rx dinamico sotto “stress” comporta una immobilizzazione in apparecchio gessato nella posizione funzionale della mano; il pollice è incluso nel gesso sino alla falange basale compressa; viene mantenuto per 3 settimane e sostituito con una cerottatura “a spiga” che, proteggendo il pollice da recidive, favorisce il precoce recupero dell’atleta all’attività sportiva. LUSSAZIONI DEL POLLICE La lussazione delle articolazioni interfalangee, distale e prossimale, si verifica abitualmente per trauma in iperestensione: la falange si sposta posteriormente. La riduzione è facile: si realizza mediante trazione sul dito e flessione dell’articolazione; in questa posizione il dito viene immobilizzato per 2-3 settimane in stecca gessata o di alluminio. Ho conosciuto persone che presentando una lassità legamentosa, di conseguenza soggetti a frequenti lussazioni che sono in grado di farsi da soli la manovra riduttiva qualora si presenti la situazione traumatica. La manovra dovrebbe essere eseguita solamente da persone preparate quali gli ortopedici. La lussazione metacarpo falangea del pollice specie nella sua varietà dorsale è una lesione che deve essere considerata a parte, rispetto alle lussazioni falangee delle altre dita perché, può presentare condizioni di irriducibilità qualora vengano eseguite manovre da parte di persone non sufficientemente preparate. La riduzione si verifica solo se si sposta distalmente la falange lussata mantenendola nella sua posizione verticale, cosi’ da allontanare i sesamoidi interposti alla testa del 1° metarso: uno “scatto” indica l’avvenuta riduzione. Ancora una volta ricordo ai gestori dei centri di essere tempestivi nel portare l’infortunato in visione ad un medico o comunque ad una persona realmente in grado di eseguire questa manovra.
BIBLIOGRAFIA: -U.Del Torto “Lezioni di clinica ortopedica” ed. PICCIN -Watson-Jones “Fratture e lussazioni” ed. PICCIN -V.Pietrogrande “Lezioni di clinica ortopedica” ed. Libreria Cortina -R.Frignani “I bendaggi funzionali” ed. PICCIN
|